I cani sono parte fondamentale di ogni famiglia (più o meno allargata) e come tali devono rimanere e farne parte anche se il padrone muore.

Questa semplice quanto fondamentale regola dovrebbe essere sempre tenuta a mente da tutti i proprietari di animali domestici, perché, alle soglie del 2019 sembra impossibile ma dalle cronache dei quotidiani locali si viene a sapere, quasi tutti i giorni, di cani che vengono maltrattati, abbandonati o ancor peggio uccisi.

Il cane non è il miglior amico dell’uomo perché a noi umani piace immaginare che lo sia, ma lo è davvero perché il suo innato amore, la sua proverbiale fedeltà va oltre tutto e tutti.

Quante vote sentiamo dire che un cane maltrattato è rimasto lo stesso sempre fedele al proprio padrone. Quante volte, purtroppo, leggiamo di cani abbanonati che dopo settimane di cammino tornano davanti alla casa dove sono cresciuti… ebbene sì, il cane perdona e ama come nessun altro essere vivente al mondo.

Ecco perché ha fatto scalpore la notizia che in Italia è stato aperto il primo ospizio per cani che hanno perso il padrone.

Uno scalpore finalmente bello e positivo, e che come tale non solo va elogiato, ma andrebbe condiviso il più possibile perché è stato un gestore di amore al contrario.

Per una volta, e speriamo in futuro di leggere sempre più notizie come questa, abbiamo avuto il piacere di leggere nelle cronache locali di Bracciano che è stato aperto un ospizio per i vecchi anaimali in lutto per la perdita del padrone.

La scelta di aprire un centro di accoglienza è venuta a Daniela Salvi, la quale di professione fa la etologa, ossia una scienziata che studia il modo comparato il comportamento e lo studio degli animali con quello di noi umani.

La giovane collega del più famoso Konrad Lorenz, amante da sempre dei cani ha deciso di aprire una nuova tipologia di hospice dove saranno accolti e accuditi solo cani anziani che verranno, nel modo più competente e sereno possibile, accompagnati negli ultimi anni della loro vita.

Ma il passo che la dottoressa Salvi ha fatto ha dell’incredibile perché i cani anziani che verranno ospitati nella nuova struttura hanno tutti un altro minimo comune denominatore: oltre ad essere tutti anziani e con una ridotta aspettativa di vita, hanno la sfortuna di aver perso recentemente il proprio padrone.

Baffi d’argento“, così si chiama l’hospice, come poi è il nome dell’associazione fondata per supportare l’intero progetto è nata dopo che l’attenzione dell’etologa venne colpita da un fatto recente di cronaca avvenuto nel sud Italia.

In un tragico incidente stradale perse la vita un uomo, e visto che era l’unico a prendersi cura del proprio cane, questi, in assenza di amici o familiari che potessero accudirlo nel modo migliore, venne portato in un canile del Mezzogiorno.

Putroppo come spesso accade in questi casi il cane, ormai vecchiotto, non ha reagito bene al suo nuovo “alloggio”, perché non sapendo cosa fosse successo al padrone, pensava di essere stato abbandonato.

Anche perché era cresciuto con il padrone e con lui aveva condiviso un lungo percorso di vita e l’arrivo nel canile aveva innescato in lui un processo di depressione che non solo lo rendeva mogio e triste tutto il giorno, ma che pian piano lo stava portando alla morte.

Il vecchio peloso aveva smesso di mangiare, rifiutava le cure offerte dal canile e piano piano si stava lasciando andare.

Come è nato il primo ospizio per cani che hanno perso il padrone Bracciano, per chi non lo sapesse, si trova nel Lazio ed è a tutti gli effetti una città metropolitana di Roma Capitale raggiungibile in poche decine di minuti visto che dista circa 40 km dalla Capitale.

La storia che ha raccontato la dottoressa Salvi purtroppo non è cominciata nel miglior dei modi, anche se poi è finita con la realizzazione di questo bellissimo progetto.

L’etologa in un’intervista racconta che appena lesse la notizia dell’incidente e del cane anziano ormai lasciato solo telefonò subito al canile per dare la sua piena e totale disponibilità a prenderlo con sé, ma ormai il cane era già sul ponte dell’arcobaleno, che come tramandano le leggende degli Indiani d’America, ospita tutti gli animali che hanno vissuto una vita felice e contenta con i propri compagni umani.

Nacque quindi una personale riflessione chiedendosi dove e cosa potesso fare i cani anziani che non hanno più nessuno che possa accudirli.

Ma soprattutto si chiese, come ha rilasciato nell’intervista, “che fine fanno i cani che restano orfani della persona con cui hanno vissuto per lungo tempo e passano in un attimo dal divano di casa a un canile?”

Da qui si è aperto uno spaccato della società che fin troppo spesso fa finta di non vedere, dove i parenti del defunto pensano solo a contendersi l’eredità, fregandose degli animali domestici.

E il passo dalla casa al canile è veloce, con tutte le problematiche che vi ruotano attorno.

Daniela Salvi scherza e con toni allegri e felici dice che alla morte proprio non ci pensa, anzi, ridendo, esclama di essere sicura di vivere molto a lungo e proprio nella seconda parte della sua vita ha deciso di prendersi cura di tanti compagni a quattro zampe e dedicarsi anima e corpo a questo bellissimo progetto.

Ecco come è nato a Bracciano il primo ospizio per cani che hanno perso il padrone. proprio lì non proprio sull’omonimo lago, ma nelle bellissime campagne circostanti.

Tre cani sono già stati inseriti e a breve ne arriveranno altri tre. Uno, Nebbia, anziano e molto malato putroppo circa due settimane fa non ce l’ha fatta, ma l’amore trasmesso e ricevuto è stato talmente forte che tutto il resto è diventato leggero.