Buona la prima al teatro “Lendi” di Sant’Arpino. Il Liceo Scientifico A.Diaz impressiona al “Pulcinellamente”

Al teatro “Lendi” di Sant’Arpino, il giorno 28 aprile 2017 è stato dato il via al famoso festival del teatro che prende il nome di “Pulcinellamente”. Hanno aperto la manifestazione, nella quale interverrà per la premiazione anche il regista Ferzan Ozpetek, i ragazzi del gruppo teatro del Liceo Armando Diaz di Caserta che, con un molto più che rispettabile ria-arrangiamento, hanno portato in scena la poesia di Salvatore di Giacomo “Lassamme fa a Dio”. I giovani attori sono riusciti, attraverso una strepitosa performance e anche grazie alle trovate sceniche del regista Angelo Maiello, a sviscerare la poesia fino a rendere palpabile l’emozione nell’aria. All’apertura del sipario, le candele utilizzate per illuminare la scena hanno avuto il merito di catapultare lo spettatore direttamente nei vicoli della Napoli di fine ‘800 e anche la scelta di presentare il telo, prima che esso venisse citato nei versi della poesia, ha creato una forte separazione tra il mondo celeste e quelle terreno, ampliando il distacco tra la figura di Dio e quella dei comuni mortali che corrono, si affannano e soffrono. Così l’essere onnipotente aveva deciso di guardare cosa ci fosse nel mondo che lui stesso aveva creato e, scoprendo letteralmente la Terra, si era mischiato agli uomini. Ma come dimenticare anche l’inserimento della canzone “Era de maggio” dello stesso Di Giacomo, durante la presentazione di Napoli. Queste strofe sono state prima cantate da un singolo attore, durante uno scambio fra recitato e cantato che ha avuto il merito di aumentare l’enfasi collettiva, per poi esplodere in un canto corale d’amore verso la città. Infine, gli ultimi versi della poesia che sono, a mio avviso, la chiave di lettura della poesia stessa, sono stati rappresentanti affiancando la donna che accarezza il bambino, citata da Di Giacomo, all’ammasso di corpi resi inermi dall’intervento divino. Difronte a tanti morti, la mamma che accarezza il suo nascituro, simbolo della vita, guadagnava grande potenza, perché sebbene sciagurata, essa era scappata dal Paradiso noncurante per ritrovare il suo Inferno in Terra, pur di riabbracciare la sua unica gioia.

Insomma, rappresentare questa poesia per renderla accessibile al pubblico non era un’impresa facile, però gli studenti casertani ci sono riusciti alla grande. Inoltre i posti a sedere del tetro brulicavano di bambini che, come è noto, hanno reazione assolutamente spontanee rispetto a ciò che vedono. Nella sala, durante lo spettacolo, i loro volti erano ipnotizzati dalla scena, sintomo della forza magnetica di tale ri-arrangiamento. Non ci resta che dire bravi ai ragazzi ed augurargli il miglior risultato possibile.

Marco Cutillo

Buona la prima al teatro “Lendi” di Sant’Arpino. Il Liceo Scientifico A.Diaz impressiona al “Pulcinellamente” ultima modifica: 2017-04-29T17:26:10+00:00 da Marco Cutillo
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Marco Cutillo

Nullafacente di professione classe '98. Discreto mangiatore di libri e ottimo conoscitore della palla a spicchi. Irriverente e satirico.
 
 
 

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