Un caffè con Luigi Ebraico, campione senza età

LUSCIANO (CE) – Lo sport è uno dei pochi strumenti al mondo che permette di restare giovani, quasi sbugiardando l’età dichiarata da una carta d’identità, una patente, un qualsiasi documento. A testimoniarlo, di gran carriera, è Luigi Ebraico, 83 anni, giovane nello spirito, nell’animo. Per lui parlano i trofei, gli innumerevoli risultati ottenuti in giro per la Campania prima, tutto il Bel Paese poi, fino ad arrivare a Potsdam, Germania. Senza escludere, naturalmente, la partecipazione alla Maratona di New York ottenuta sia per meriti sportivi, sia per passione.

Quando si parla di Luigi Ebraico, oltre a provare profondo rispetto per l’uomo e lo sportivo, non va commesso l’errore di trascurare anche il dettaglio più impercettibile: Campione Regionale, Campione d’Italia, tra i migliori atleti d’Europa nelle varie categorie Master. Campione di tutto insomma, un nome vero più che un appellativo.

Ebraico, l’uomo, apre le porte di casa con quella generosità d’altri tempi mentre sfoggia con orgoglio la straripante bacheca dello sportivo tesserato per l’Arca Atletica Aversa, ma non riesce a mettere da parte l’umiltà che lo contraddistingue soprattutto quando si appresta a raccontare la sua vita, gli inizi e l’ascesa; la Signora, vera padrona di casa, ci delizia con un caffè espressamente napoletano.

“Un giorno accompagnai mio nipote al campo sportivo: aveva all’epoca dieci anni, era grassottello e necessitava di praticare attività sportive. Nell’attesa che terminasse l’allenamento, feci qualche giretto di campo: uno, due, tre… Arrivai anche a 25 giri di campo con una certa elasticità, alternando con degli esercizi ginnici. Un mio collega mi propose di entrare nel gruppo sportivo Arca Atletico Aversa, cominciando a correre a Ponticelli. Erano i 1.500 metri da percorrere e non avevo capito di cosa si trattasse: corsi, terminai e negli spogliatoi mi chiamò mio nipote dicendomi di tornare sopra per essere premiato. Avevo appena vinto la medaglia d’argento. Facevo solo gare di fondo, poi ho partecipato due volte alla Castellammare-Sorrento, tre volte alla Notturna di Castellammare, quindi in giro per le Province di Napoli e Caserta”.

Com’è nata l’opportunità di volare Oltreoceano e gareggiare alla Maratona per eccellenza?
Un maresciallo dell’Aeronautica Militare, assessore allo sport del Comune di Nola, mi suggerì di partecipare alla Maratona di New York, con tanto di rimborso. Accettai, ma (il rimborso) me lo diede il Comune di Lusciano. Fu una grande soddisfazione. In seguito, ho disputato la Mezza Maratona di Roma, i Mondiali a Riccione nella specialità 10.000 m su strada, gli Europei a Potsdam e i Mondiali in Spagna su pista.

Quando, invece, è arrivata la prima medaglia?
Ne avevo sempre avuto il pallino: riuscii per la prima volta con un terzo posto mentre stavo sorpassando un avversario al foto finish. O meglio, a  -200 metri dal traguardo perché i giudici ci diedero lo stop.

Da lì è cominciata la lunga ascesa.
Ai campionati di società a Lecce presi parte in primis alla gara di salto in alto, per me era una novità. Vinsi la medaglia d’oro. A Bastia Umbra, invece, altre due medaglie d’oro arrivarono nella 4×1500 e nella staffetta svedese (100, 200, 300 e 400 m, ndr) Categoria M75, quest’ultima con il tempo di 4′ 06″.

Luigi Ebraico, se lo merita davvero il titolo di grande tra i grandi…
Attualmente detengo 16 titoli italiani tra staffette e salto in alto.

Le soddisfazioni sono arrivate anche meno di un mese fa ad Ancona.
Questo è il mio terzo anno nella Categoria M80. L’anno scorso, ai campionati italiani indoor, feci 1.10 nel salto in alto e conquistai l’oro. Tre settimane fa ho realizzato la stessa prestazione, ma mi sono dovuto accontentare del secondo posto. Dei quattro nuovi nella Categoria, uno mi ha fregato.

Però resta comunque uno straordinario risultato, non crede?
Sono rimasto più che soddisfatto perché la costanza non se n’è andata. E poi nel lungo ho vinto la medaglia di bronzo con 2.33 e lo stacco di due metri, poi diventato un metro con il consenso dei giudici.

E con il sorriso di un uomo felice nel raccontare le sue imprese, tra una foto e l’altra delle performance su strada e indoor, si assicura che la sua spremuta d’arancia sia venuta bene, quasi vergognandosi di offrirla. Per la cronaca, era sublime come il suo palmares.

Fondo, staffetta, salto in altro, salto in lungo, persino la corsa campestre. Luigi Ebraico è un atleta completo, ma in particolar modo reincarna la dimostrazione che a 70, 75, 80 anni e oltre tutto è possibile. Eppure, la sordità delle istituzioni riuscì a colpire anche una meravigliosa storia come quella dello sportivo senza età.
Solamente grazie a un articolo su Il Mattino, il Comune di Lusciano si decise a concedermi una targa, altrimenti…

Passiamo al lato tecnico: dati alla mano, Caserta e Provincia non riescono a primeggiare costantemente nell’atletica, partendo dagli juniores fino ad arrivare nei pro. Perché? Mancanza di talento?
Nella nostra zona ci sono dei ragazzi talentuosi, di qualità, desiderosi di essere competitivi. Mancano però le strutture e un pizzico di coraggio in più, ma non da parte di atleti e associazioni.

D’altronde, i giovani vanno spronati e conoscerla sarebbe un’opportunità irripetibile per loro…
Otto anni fa fui invitato, insieme a un altro collega, a una dimostrazione allo Stadio Collana di Napoli, al cospetto di una trentina di laureandi in Scienze Motorie. Il nostro compito era allenarci, compiere esercizi fisici. Lo scopo? Dimostrare che a 75 e 80 anni si può fare sport senza paure o timori vari, perché basta la consapevolezza di stare bene e di fare ciò che a noi piace.

Un consiglio per i lettori circa gli sport da praticare?
Guardi, secondo il mio parere, tutti gli sport fanno bene, ma la migliore è la corsa. Mette in movimento tutto il corpo.

Basterebbe la sua bacheca per descrivere l’inossidabile Luigi Ebraico sportivo, così come i suoi aneddoti, le sue medaglie vinte ad Ancona che devono essere ancora riposte, ben conservate nella stanza dei trionfi. Ma ogni gesta, ogni singolo racconto è un’occasione aggiuntiva per conoscere sia l’atleta, sia l’uomo. Soprattutto l’uomo umile, genuino, fiducioso nello sport e nei giovani, speranzoso che la spremuta d’arancia non gli procuri brutte figure. Innamorato della vita e della corsa, della famiglia. Ecco, quando un caffè può raccontarti una fantastica storia.

 

Andrea Cardinale

 

A seguire, la fotogallery con medaglie e trofei conquistati, attestati e amarcord degli scatti del nostro campione, un grande tra i grandi:

 

 

Un caffè con Luigi Ebraico, campione senza età ultima modifica: 2017-03-18T10:00:06+00:00 da Andrea Cardinale
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Cerco di non prendermi troppo sul serio, ma inevitabilmente qualche volta ci casco. Sono nato a Marcianise l’11 febbraio 1991 da una famiglia di cultura e tradizione napoletana. Mi sono laureato in Editoria e Pubblicistica, Università degli Studi di Salerno, con una tesi sul giornalismo sportivo e il calcio italiano dagli anni Ottanta ad oggi. Mi piace scrivere, insieme allo sport è stata da sempre una mia grande passione. Non è solo uno svago per me, bensì un incontro con me stesso, un modo per comunicare al mondo attraverso i miei pensieri e le mie idee. Sono entrato in punta di piedi nel mondo del giornalismo nel 2009: da quel momento ho intrapreso collaborazioni con diversi siti internet e testate giornalistiche online, occupandomi di sport, dal calcio ai cosiddetti e per niente “sport minori”. Ad oggi, oltre ad aver fondato il magazine La Soffiata, sono redattore di Campania Football. La mia passione non si limita al giornalismo, che di per sé non è poco, ma spazia volentieri tra vari e diversi generi, che siano poesie, racconti o saggi. Sono autore dei libri Kick-off (La community di Ilmiolibro.it, 2016) e Io e me alla ricerca del treno (La community di Ilmiolibro.it, 2014). Ho praticato numerosi e diversi tipi di sport e sono attualmente un ciclista amatore, un praticante non del tutto ossessivo di attività fisica e un portiere in partitelle di calcio a 5 per divertimento. Di buona forchetta, amo anche i piccoli piaceri della vita quali un caffè in compagnia, della buona musica blues, jazz e rock, una pizza in quel di Napoli, i Pocket Coffee e l’immancabile birra. Mi piace viaggiare, scoprire nuovi orizzonti che offre il nostro Pianeta, innamorarmi delle bellezze dei luoghi visitati al momento.
 
 
 

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